Non c’è dubbio che, al momento, gli Agenti IA rappresentino la frontiera più avanzata dell’intelligenza artificiale. Non sono semplici programmi che eseguono istruzioni predefinite, ma sistemi autonomi capaci di percepire l’ambiente e agire senza bisogno di supervisione costante. Scopriamo come funziona questa nuova ‘diavoleria’ tecnologica e perché è così importante.

Immaginate un assistente il quale, una volta assegnato un compito, pianifica in autonomia il lavoro necessario, adattandosi ai cambiamenti e affrontando le problematiche legate alla sua esecuzione. Ebbene, gli Agenti IA sono sistemi software che, agendo come veri e propri ‘assistenti virtuali’, sfruttano diverse tecnologie (tra cui, nelle implementazioni più recenti, algoritmi di elaborazione del linguaggio e di apprendimento automatico) per operare indipendentemente verso il raggiungimento di obiettivi specifici.
Le principali caratteristiche di ciò che è sempre più difficile relegare alla categoria di ‘strumento’, includono:
Tali caratteristiche sono ispirate ai principi fondamentali del modello di agente presentato da Russell & Norvig in Artificial Intelligence: A Modern Approach (1995), opera giunta alla quarta edizione e considerata lo standard accademico internazionale per la definizione di agenti intelligenti.

È quasi inevitabile, soprattutto per i non ‘addetti ai lavori’ una certa confusione tra ‘IA generativa’ ed ‘IA agentica’: spiegare in cosa queste due tecnologie si differenziano tra loro è essenziale per comprenderne il valore reale e l’effettiva utilità.
Si può dire, per semplificare, che mentre l’IA generativa produce un output (il “creare”), l’IA agentica ‘produce azioni’ (il “fare”) volte al perseguimento di un risultato finale.
Nota Bene: I principali LLM (Large Language Models) disponibili in rete, come ad esempio ChatGPT, Claude, Gemini, etc., offrono, al contempo, sia capacità ‘generative’ che ‘agentiche’.

La tecnologia legata all’Intelligenza Artificiale si evolve a una tale velocità che è spesso difficile comprendere i vari passaggi di questa evoluzione. È il caso degli Agenti IA, che possono essere considerati uno sviluppo dei chatbot.
In cosa si sostanzia il cambiamento? Facciamo un esempio pratico: quando si interagisce con un chatbot, tipicamente gli si fa una domanda e si riceve una risposta. Ad esempio, gli si chiede un consiglio, ottenendo un suggerimento. Nulla di più, nulla di meno. A ben vedere, tale interazione è abbastanza limitata.

Gli Agenti IA superano questo modus operandi, strutturando la loro risposta. In modo simile a ‘esseri senzienti’, dotati di iniziativa propria, quando gli si affida un compito, si attivano analizzando la situazione ed elaborando strategie in modo autonomo, senza peraltro disprezzare l’uso di strumenti esterni che li aiutino a portare a termine il lavoro.
Un esempio classico, spesso citato: se si chiede a un agente IA di organizzare un viaggio, questo non si limita a elencare le opzioni disponibili (come farebbe un chatbot), ma si attiva, ad esempio, confrontando prezzi su diverse piattaforme, verificando le effettive disponibilità (ovviamente in tempo reale!), considerando le preferenze storiche dell’utente ed arrivando persino a completare la prenotazione (nel caso gli sia permesso).
Riassumendo, la differenza fondamentale tra un chatbot e un agente IA risiede nel fatto che mentre il primo spiega come andrebbe fatta una cosa, il secondo la fa, passando dalla semplice informazione all’esecuzione vera e propria.
È evidente che questa trasformazione rappresenti un salto qualitativo epocale nella pur breve storia dell’Intelligenza Artificiale, un passaggio che sta ridefinendo il rapporto tra uomo e tecnologia.

Scopriamo i complessi meccanismi alla base dell’operatività degli agenti IA. In questa sede semplificheremo ovviamente i vari passaggi, in modo da facilitarne la comprensione dei non ‘addetti ai lavori’.
Una volta ricevuto l’input da parte dell’utente prendono il via le seguenti fasi:

Fase 1: Percezione.
L’agente IA attinge informazioni da un gran numero di fonti esterne (sensori, database, web, flussi di dati, etc.). Occorre evidenziare che tale raccolta non è casuale, ma legata alla rilevanza che l’agente stesso attribuisce ai dati in base alla loro effettiva utilità per il raggiungimento dell’obiettivo che gli è stato assegnato. Ignora dunque tutto ciò che ritiene essere irrilevante, conservando risorse computazionali per ciò che ha davvero importanza.

Fase 2: Ragionamento.
Una volta raccolti i dati, inizia la fase di ragionamento: l’agente IA ‘analizza la situazione’ e sviluppa una strategia d’azione. Molteplici scenari possibili sono presi in esame e vengono ‘predette’ le possibili conseguenze di ogni singola scelta. Una volta considerate le numerosissime variabili, vengono formulate strategie multi-fase (tipicamente sotto-compiti facilmente gestibili) al fine di raggiungere l’obiettivo.

Fase 3: Azione.
Definita una strategia, l’Agente IA ‘agisce’, ad esempio, interfacciandosi con strumenti, software e piattaforme esterne per portare a termine i vari compiti pianificati.

Fase 4: Apprendimento.
L’agente, monitorando i risultati del suo stesso agire, riesce a identificare cosa ha funzionato e cosa no, regolando il suo comportamento in previsione di compiti futuri. In questo modo riesce a diminuire la possibilità di errori simili, ottimizzando i risultati. Questo riscontro continuo rende la macchina, di fatto, sempre più efficiente e, per l’appunto ‘intelligente’.

Una delle caratteristiche di maggiore importanza che stanno alla base del funzionamento degli Agenti IA è il loro sistema di memoria. A differenza della gran parte dei chatbot tradizionali che (spesso per limiti imposti) dimenticano tutto appena si chiude una sessione di lavoro, questi ‘assistenti virtuali’ mantengono generalmente traccia delle preferenze dell’utente, del contesto operativo e, soprattutto, delle interazioni passate.
I loro ‘ricordi’ si articolano in base a diversi livelli temporali: da quelli a breve termine, che conservano le informazioni sulla conversazione corrente, permettendo di mantenere coerenza durante task complessi, fino a quelli a lungo termine, ai quali è demandata la conoscenza dell’utente e delle sue abitudini. È chiaro che quest’ultimo tipo di memoria è particolarmente utile per dar modo all’agente di comprendere, e quindi soddisfare al meglio le richieste.

Un elemento di fondamentale importanza nel funzionamento degli Agenti IA è la capacità di interagire con strumenti esterni: senza questa, le loro grandi potenzialità risulterebbero del tutto inutili.
Tipicamente, i ‘tool’ impiegati spaziano dai database aziendali alle API di servizi in cloud, dai browser web ai sistemi operativi e così via. Ciò permette, ad esempio, di leggere e scrivere email, cercare informazioni online, gestire fogli di calcolo, generare grafiche contestuali, eseguire codice e molto altro ancora.
Quasi inutile sottolineare che la gestione efficace di risorse esterne richiede agli agenti una notevole dose di discernimento, dovendo scegliere di volta in volta quale usare in ogni specifica situazione, come combinarne l’uso e in quale modo gestire errori o risultati inattesi.

Un trend emergente di grande interesse è quello dei sistemi multi-agente, in cui diversi agenti specializzati collaborano tra loro per affrontare problemi che superano le capacità del singolo. La vera sfida è ottimizzare il coordinamento: devono infatti poter comunicare, negoziare e sincronizzare attività correttamente. Proprio per questo motivo sono attualmente allo studio protocolli e meccanismi di governance sempre più performanti che rendano la cooperazione efficiente e, sopratutto, affidabile.


La crescente adozione degli agenti IA da parte non solo delle persone, ma anche delle aziende, delle amministrazioni locali … su su fino ai governi, non dovrebbe stupire più di tanto, considerando gli indubbi vantaggi che ciò comporta.
Tra questi, ad esempio, è bene ricordare:

Gli agenti IA, nonostante i grandi progressi, presentano ancora limiti importanti. Le principali sfide che andranno affrontate nei prossimi anni sono relative a:

Se non dovesse essere ancora del tutto chiaro quanto l’uso degli Agenti IA stia avendo un enorme impatto in (quasi) tutti i settori, elenchiamo di seguito alcuni esempi, utili a dare un’idea delle loro effettive capacità:
Settore finanziario.
Nel settore finanziario, gli Agenti IA sono in grado di monitorare 24/7 i mercati globali per identificare opportunità e rischi, eseguendo, quando necessario, transazioni in pochi millisecondi. Sono quindi in grado di prendere decisioni ‘ponderate’ ed agire ad una velocità impensabile per qualsiasi essere umano, mettendo di fatto i ‘vecchi’ professionisti fuori gioco.
Servizio Clienti.
Nell’ambito del customer service, gli Agenti IA sono progressivamente sempre più in grado di gestire non solo le domande ricorrenti, ma anche quelle molto complesse. Le risposte, del resto, sono spesso basate sulla storia cliente, che dà modo di identificare con maggiore precisione i suoi bisogni.
Information Tecnology.
Nel campo dell’IT, gli Agenti IA sono in grado di rilevare in tempo reale anomalie presenti in infrastrutture complesse, diagnosticando le problematiche e provando a risolverle in autonomia. Hanno inoltre la capacità di gestire sistemi critici con una continuità ed efficienza superiori a quelle degli operatori umani.
E-Commerce.
Un agente IA, oltre a gestire ordini, elaborare rimborsi e monitorare l’inventario, può occuparsi efficacemente anche di numerosi aspetti legati al marketing. Ad esempio, può suggerire prodotti personalizzati alla clientela (dedotti dagli acquisti passati), riuscendo ad anticiparne le esigenze.

Il mondo reale è, come tutti ben sappiamo, intrinsecamente imprevedibile. Informazioni incomplete, eventi casuali e ambiguità sono la norma. È quindi legittimo chiedersi come gli agenti IA possano operare efficacemente anche quando una situazione è difficile.
Ebbene, la strategia principale che adottano è il ragionamento probabilistico: prima di agire, valutano le possibili conseguenze delle numerose, potenziali decisioni, ottimizzando il comportamento in base agli scenari possibili.
Un altro approccio cruciale nel caso di dubbi è la raccolta attiva di informazioni, così da ridurre l’incertezza prima di impegnarsi in azioni irreversibili. L’IA può fare domande chiarificatrici all’utente, consultare fonti addizionali di dati, o eseguire simulazioni per testare teorie.

Come è facile comprendere dalla lettura di questo articolo, gli agenti IA hanno indubbiamente capacità incredibili, ma il loro utilizzo porta con sé anche alcune sfide fondamentali. Una delle più rilevanti riguarda la governance: quando un sistema autonomo prende decisioni che generano conseguenze negative, chi ne è responsabile? A questo si aggiunge il tema della scarsa trasparenza, perché molti agenti si basano su modelli complessi e poco interpretabili, rendendo difficile comprendere come effettivamente la macchina prenda le sue decisioni. Un’altra area critica è senza dubbio la sicurezza dei dati, in quanto questi sistemi accedono a grandi quantità di informazioni sensibili che devono essere protette con rigore.

Gli agenti IA avranno inevitabilmente un forte impatto sul mondo del lavoro, offrendo un’automazione che potenzierà professionisti come, ad esempio, analisti, medici e creativi. Sorgeranno quindi nuovi ruoli dedicati alla gestione e supervisione di questi sistemi autonomi.
Inutile nascondere il fatto che le mansioni più ripetitive saranno automatizzate e ciò inciderà sull’occupazione, rendendo essenziali formazione e riqualificazione del personale. Come già successo in passato, in occasione di altre rivoluzioni tecnologiche, le persone verranno (progressivamente) impiegate in attività a maggior valore aggiunto.

Lo sviluppo degli Agenti IA multimodali (capaci quindi di comprendere e combinare diverse forme di input, come testo, immagini, audio e video) rappresenta un passo concreto verso il raggiungimento dell’AGI, l’ambita (e temuta) Intelligenza Artificiale Generale che dovrebbe uguagliare, se non superare, le capacità umane. L’integrazione di diverse forme di percezione e ragionamento in un unico sistema coerente sta infatti permettendo decisioni più generali, adattabilità superiore e capacità di operare in ambienti complessi.
Le immagini presenti in questa pagina web sono state realizzate impiegando strumenti di Intelligenza Artificiale generativa.